Moda: Italia leader in Ue per export. Dai falsi danni per 9,9 mld €

Tra i settori della Micro e Piccola Impresa il sistema Moda conferma la leadership europea dell’Italia, primo Paese esportatore con vendite all’estero per 55,4 miliardi di euro, che superano i 53,4 miliardi della Germania. Sull’export della moda però gravano le minacce di una scarsa tutela del ‘made in’ e della contraffazione.

Una prima specifica minaccia alla tutela di un prodotto ‘full made in Italy’ proviene dalle intersezioni produttive nelle filiere globali: nei settori a maggior concentrazione di MPI il 18,1% del fatturato delle imprese estere a controllo nazionale è esportato in Italia, a fronte dell’8,2% per gli altri settori del Manifatturiero e del 9,9% per il totale delle imprese manifatturiere. L’allungamento delle filiere spiazza il lavoro delle piccole imprese subfornitrici: tra il 2011 e il 2016 sale di 10 punti la quota di medie imprese con principali fornitori esteri mentre scende di 13 punti la quota con principali fornitori di prossimità.

Una seconda criticità proviene dalla contraffazione. L’Italia è al secondo posto nel Mondo per danni da violazioni dei diritti di proprietà derivanti dalla contraffazione. L’impatto economico della contraffazione sui settori del comparto moda – composto da abbigliamento, accessori e calzature, gioielleria e orologi, borse e valigie – consiste in minori vendite per le imprese italiane per 9.888 milioni di euro e una perdita di 88.467 posti di lavoro. Nei settori esposti alla contraffazione operano 63.025 imprese artigiane, pari al 19,8% dell’artigianato manifatturiero italiano, che danno lavoro a 188.901 addetti pari al 19,2% degli occupati del settore manifatturiero.

Cresce anche la contraffazione online: triplica la quota di sequestri di merci trasportate con corriere espresso e posta, i vettori tipici dell’e-commerce, che passa dal 5,7% del 2010 al 16,3% del 2014. In Italia sono potenzialmente esposti al rischio di acquistare online prodotti contraffatti 3.125.000 utenti Internet, il 37,1% del totale, che hanno acquistato online abbigliamento e abiti e articoli sportivi.

Tra le politiche di tutela del made in Italy assume una grande importanza l’informazione al consumatore finale mediante l’etichettatura, come evidenziato dal progetto “Etichette parlanti”. In Italia sono applicate 51 etichette al secondo su oltre  1.600.000.000 capi di abbigliamento prodotti nel 2015.